Permette ai nostri più promettenti ricercatori un fondamentale percorso di formazione.

  • 10
    gennaio
    2020

    Sono un ingegnere biomedico e fin dall’inizio del mio percorso universitario sono stato attratto dalla medicina. Soprattutto dall’idea di poter contribuire con il mio lavoro a migliorare la qualità di vita dei malati.

    È così che ho cominciato la mia attività di ricercatore. Dopo numerose esperienze in Italia e in Europa, oggi lavoro all’Italian Institute for Genomic Medicine a Candiolo, dove studio principalmente il legame tra i meccanismi di traduzione dell’informazione genetica e il cancro. Prima che l’informazione genetica sia trascritta e utilizzata per dar vita a proteine, viene sottoposta a un complesso processo di pulitura e ri-assemblaggio.

  • 9
    dicembre
    2019

    Siamo abituati a pensare al DNA come un lungo gomitolo di filo continuo. In realtà, il nostro manuale di istruzioni genetiche è organizzato in piccole porzioni: i cromosomi. Tutte le nostre cellule, tranne i gameti, ne possiedono 46. Un numero, questo, che è fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo.

    Nelle cellule tumorali, però, ciò non succede: molti tumori sono infatti caratterizzati da un numero anomalo di cromosomi. È un’anomalia che può avere pesanti conseguenze nelle cellule non tumorali e molto spesso è incompatibile con la vita (basti pensare all’alta percentuale di aborti legata ad anomalie cromosomiche). Nei tumori invece l’anomalia è frequente e, anzi, potrebbe addirittura essere vantaggiosa per la sopravvivenza e la proliferazione della cellula cancerosa.

  • 22
    novembre
    2019

    La tecnologia è straordinaria, ma un altro passaggio è necessario perché sia utile nello studio del cancro: occorre far sì che in questi organi semplificati si sviluppi un tumore simile a quello che si osserva nei pazienti.

    Il sostegno di AIRC alle nostre ricerche tramite un My First AIRC Grant (MFAG) è fondamentale, in special modo per individuare tra tutti i geni quelli che possono essere maggiormente responsabili della malattia.

  • 18
    ottobre
    2019
    Fondazione Ricerca Biomedica Avanzata ONLUS Veneto Institute of Molecular Medicine (VIMM), Padova

    Il tumore del pancreas rappresenta appena il 3 per cento dei casi di cancro, ma è responsabile di più del 7 per cento dei decessi per cause oncologiche. È in questi due numeri che risiede la sintesi delle caratteristiche di questa neoplasia .In Italia si stima che nel 2019 colpirà circa 13.000 persone a fronte delle 53.000 del cancro al seno, ma l’impatto in termini di mortalità è importante, visto che ancora oggi non sono disponibili trattamenti davvero efficaci.