Permette ai nostri più promettenti ricercatori un fondamentale percorso di formazione.

  • 21
    giugno
    2020

    L’insorgenza e la crescita di alcuni tumori, come quello del seno e quello della prostata, sono influenzati dagli ormoni sessuali: gli estrogeni per il cancro della mammella, gli androgeni per quello della prostata.

    Per questa ragione una delle strategie terapeutiche impiegate contro queste neoplasie è proprio la somministrazione di farmaci che, attraverso meccanismi diversi, contrastano l’azione degli ormoni.

    Si tratta di un approccio ormai consolidato che tuttavia, spesso, dopo un primo periodo in cui si dimostra molto efficace può progressivamente smettere di funzionare. E in tal modo si ha una ripresa della malattia.

     

  • 20
    maggio
    2020

    Il DNA è un po’ come il mare: ci sono delle “isole” che emergono sopra la superficie dell’acqua e tanti altri “rilievi” che restano sommersi in profondità. Quelle su cui fino a qualche anno fa si è concentrata l’attenzione della ricerca sono le isole, cioè le regioni codificanti del genoma, che contengono le istruzioni per produrre proteine: il loro ruolo, noto da tempo, è abbastanza facile da rilevare. A queste parti del genoma abbiamo nel tempo ricondotto i caratteri fisici, come il colore degli occhi, ma anche l’origine di parecchie malattie.

    Oggi però sappiamo che anche le zone sommerse – le cosiddette porzioni non codificanti – hanno un’importanza notevole: possono infatti influenzare in maniera determinante il comportamento del genoma.

  • 21
    aprile
    2020

    Il melanoma uveale è un tumore dell’occhio che, pur condividendo il nome con un tumore della pelle, ha meccanismi di insorgenza completamente diversi e in larga parte sconosciuti. Anche per questa ragione il melanoma uveale oggi è ancora poco curabile.

    Studio questo tipo di tumore al Moores Cancer Center dell’Università della California a San Diego negli Stati Uniti. Ho trascorso qui un periodo di sei mesi nel corso del dottorato di ricerca, quindi sono rientrato in Italia e da gennaio 2020 sono di nuovo in California grazie a una fellowship iCARE-2, cofinanziata da AIRC e dall’Unione europea, che mi consentirà di dedicarmi allo studio del melanoma uveale per i prossimi tre anni.

  • 18
    marzo
    2020

    È l’elemento nobile per eccellenza e per le sue caratteristiche, fin dalla notte dei tempi, è stato scelto per realizzare gli oggetti più preziosi.

    L’oro è brillante, luminoso ma, soprattutto, mantiene queste caratteristiche nel tempo.

    Tuttavia, quando è ridotto a dimensioni piccolissime, di milionesimi di millimetro, l’oro presenta caratteristiche fisiche inaspettate: per esempio interagisce in maniera particolare con la luce.

    Queste caratteristiche sono oggetto di ricerca scientifica da non più di un secolo, tuttavia erano note già nel Medioevo, tanto che la polvere d’oro veniva usata per dare una particolare colorazione rossa alle vetrate delle cattedrali medievali.