Permette ai nostri più promettenti ricercatori un fondamentale percorso di formazione.

12
settembre
2018

Io, una post-doc e due studenti di master che stanno svolgendo la tesi e si laureeranno tra qualche mese. È questa la squadra che, grazie a un grant start-up di AIRC, ho messo su da qualche mese all'Istituto Clinico Humanitas a Milano, dove sono arrivata a ottobre dopo una lunga esperienza di ricerca in Svizzera.

Dopo l’estate, completeranno il gruppo altri due ricercatori.

Ci occupiamo del rapporto tra immunità e cancro. Si tratta di un legame su cui la ricerca ha cominciato a lavorare decine di anni fa, ma solo da poco tempo è maturata la consapevolezza della sua importanza e delle sue potenzialità. Da qualche anno, poi, grazie alle conoscenze in questo campo, sono stati messi a punto farmaci che si sono dimostrati molto efficaci contro alcuni tumori, per esempio il melanoma.

Il sistema immunitario è fisiologicamente in grado di contrastare lo sviluppo e la progressione del cancro. Tuttavia, il tumore è capace di imparare a corrompere la risposta immunitaria e manipolarla a proprio favore: così, anche se esistono popolazioni di cellule del sistema immunitario che continuano a combattere il cancro, ce ne sono altre, “corrotte”, che aiutano il tumore.

Noi ci occupiamo proprio di questo: studiamo le popolazioni immunitarie coinvolte dal cancro, sia quelle che lo combattono sia quelle che lo fiancheggiano. Per ognuna di esse cerchiamo di tracciare una sorta di carta d’identità e capire come si comportano. Terminata questa fase del lavoro, cercheremo di individuare potenziali farmaci in grado di potenziare le popolazioni che combattono il cancro o che sono capaci di bloccare le cellule immunitarie che lo aiutano.

Con il nostro lavoro potremmo anche scoprire marcatori, cioè sostanze in grado di indicare la presenza di un tumore o il suo stadio. Sarebbe un enorme progresso, che consentirebbe di effettuare una prima diagnosi di tumore con un semplice esame del sangue.