Quando nel 2004, dopo una normale visita senologica, il medico mi disse che c’era un piccolo fibroadenoma da asportare, non mi preoccupai più di tanto. Sapevo di averne alcuni ed ero sempre attenta a fare tutte le visite. Ma l’analisi del campione non lasciò dubbi: era un tumore al seno. Pensai subito alla mia famiglia, al dolore che avrei potuto causarle. Avevo perso da poco mio padre proprio per tumore ed ero molto spaventata. Fui operata e feci un ciclo di chemioterapia e uno di radioterapia. Fu un periodo difficilissimo, ero debilitata e arrabbiata, ma grazie al supporto della mia famiglia e alla bravura dei medici l’ho superato. So che devo moltissimo alla ricerca e oggi sono felice di essere una volontaria AIRC: spero così, nel mio piccolo, di ricambiare per quanto possibile il dono che mi hanno fatto i ricercatori che ogni giorno cercano nuovi modi di curare il cancro.