Permette ai nostri più promettenti ricercatori un fondamentale percorso di formazione.

27
luglio
2017

Per oltre un anno tutti i giorni in laboratorio dalle 7 del mattino fino a notte inoltrata. Poi, qualche mese fa, la pubblicazione dei risultati della nostra ricerca su Nature Medicine. E tra poco il nostro lavoro potrebbe avere un’applicazione quanto mai concreta: a breve partirà una sperimentazione clinica di fase 1 per verificare l’efficacia di un farmaco sperimentale contro il glioma pontino intrinseco diffuso.

Si tratta di un tumore che colpisce i bambini e contro cui non ci sono trattamenti di alcun tipo, tanto che tutti i pazienti muoiono entro un anno dalla diagnosi. Siamo consapevoli che il farmaco che stiamo per sperimentare, anche se ha dimostrato effetti positivi nei modelli animali, quasi certamente non sarà una cura risolutiva per questi bambini. Tuttavia è il primo passo concreto verso la messa a punto di trattamenti efficaci.

È un traguardo molto importante, che però ha lasciato poco tempo per le attività extralavorative in questi miei primi due anni e mezzo alla Northwestern University a Chicago, dove sono arrivato grazie a una borsa di studio iCare, cofinanziata da AIRC e Commissione Europea.

Ora i ritmi di lavoro stanno tornando alla normalità e sto cercando finalmente di godermi anche la città, che tra l’altro è bellissima. Intanto comincio a guardarmi intorno per il prossimo futuro: potrei rimanere in questo laboratorio per finire i progetti su cui ho iniziato a lavorare o propormi per alcune posizioni aperte che mi consentirebbero di aprire un mio laboratorio indipendente.

O magari tornare in Italia. Fare ricerca nel nostro Paese è più complicato che in USA, ma non è impossibile ed è una sfida che si può accettare se ci sono i presupposti giusti e qualcuno interessato portare avanti la mia ricerca.