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dei nostri ricercatori
  • 14
    novembre
    2016
    Università del Piemonte Orientale, Novara

    Il ritorno in Italia, dall’Harvard Medical School all’Università del Piemonte orientale, è stato meno traumatico di quel che si potrebbe pensare. In fondo sono cresciuta a Sulmona, un piccolo centro, e Boston è una città molto meno tentacolare di altre grandi metropoli, come New York. L’abitudine di girare in bicicletta non l’ho quindi acquisita a Novara: anche negli Stati Uniti mi muovevo su due ruote.

    Dal punto di vista lavorativo, poi, pur con le inevitabili difficoltà della burocrazia italiana, ho trovato una struttura ben organizzata, che mi ha aiutata ad avviare il laboratorio con il finanziamento di AIRC . La vicinanza e lo stretto rapporto con il reparto di Ematologia dell’Ospedale Maggiore della Carità ci consente inoltre di ricevere campioni di sangue provenienti direttamente dai pazienti, nello stesso giorno del prelievo: un vantaggio rispetto a una struttura grandissima e complessa come l’università di Harvard!